Ti racconto la mia vita ma non voglio che tu la conosca

pensieri

Quando alle persone dico che mi occupo di Marketing Digitale mi chiedono “Quindi sei tu che mi fai rincorrere dalla pubblicità su tutti i siti che navigo?”, come se fosse la stessa cosa che fare una rapina in banca.

Prima di tutto voglio dire che “Sì, alle volte mi occupo anche di rincorrere le persone con la pubblicità”, ma anche che “Non ti sto rapinando” e che “È meglio essere seguito da una pubblicità che ti interessa che essere disturbato da una che non ti interessa”.

Quello che vedo sono un sacco di persone che non si fanno problemi a condividere la propria vita e le proprie opinioni (non sempre eccezionali) con il mondo intero, ma che poi si scandalizzano se ricevono una pubblicità contestuale alle loro ricerche su internet e alle loro preferenze d’acquisto!

Credo che prima di tutto bisogna appurare un fatto: la pubblicità sul web esiste ed esisterà per sempre. Quindi sul tuo Facebook o sul tuo blog preferito appariranno per sempre dei banner pubblicitari.

La domanda è “Preferisci che quei banner parlino di prodotti che ti interessano o di prodotti che non compreresti mai?”.

Ma soprattutto, se davvero odi che i tuoi dati siano memorizzati e usati per darti pubblicità e contenuti interessanti perché continui a condividere i tuoi dati e la tua vita?

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Amedeo Landi

Marketer e Co-founder di Scroller. Esperto Social Media Marketing, SEO, SEM e Analytics. Credo nel marketing (quello vero) e sono "quasi" un nativo Digitale. Davanti a un'analisi di mercato, a numeri statistici e grafici a torta vado in brodo di giuggiole.

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